Problemi di insonnia? Prova una tisana a base di melissa

Ci sono sere in cui il letto sembra un posto rumoroso: la testa ripassa la giornata, il corpo resta teso e quel “tra poco mi addormento” diventa un appuntamento mancato. In quei momenti ho imparato che, prima di cercare soluzioni drastiche, vale la pena provare un gesto semplice e ripetibile, una tazza calda che segnali al sistema nervoso che è arrivata l’ora di rallentare.

Perché la melissa può aiutare davvero

La tisana alla melissa è uno dei rimedi naturali più citati quando si parla di problemi di insonnia, soprattutto quella legata a stress e ansia. Il motivo non è “magico”, è piuttosto coerente: la melissa contiene oli essenziali (tra cui citronellale, citrale, linalolo e geraniolo) che contribuiscono a un effetto rilassante, calmante e leggermente neurosedativo.

In pratica, è come se aiutasse a sciogliere due nodi tipici delle notti difficili:

  • la mente che resta in allerta (irritabilità, pensieri ripetitivi, tensione emotiva)
  • il corpo che non “molla” (spalle rigide, mandibola contratta, muscoli sempre pronti)

Quando questi due livelli si abbassano insieme, il sonno non va inseguito, arriva più facilmente.

L’effetto sul sonno, tra calma e profondità

Uno degli aspetti più interessanti è il legame con il GABA, un neurotrasmettitore associato alla distensione del sistema nervoso. In alcune situazioni, la melissa può favorire una maggiore disponibilità di questo “freno naturale”, risultando utile quando l’insonnia nasce da tensione interna più che da un’abitudine sbagliata.

Quello che molte persone riferiscono, e che torna spesso anche nella tradizione erboristica, è un sonno:

  • meno frammentato
  • più continuo
  • con un risveglio più “pulito”, senza la sensazione di trascinarsi dietro una nebbia

E un dettaglio non secondario è che, usata correttamente, non è nota per creare dipendenza o effetti collaterali importanti nella maggior parte dei casi.

Ingredienti

Per una tazza (circa 200 ml):

  • 5 g di foglie di melissa essiccate
  • 200 ml di acqua calda (non necessariamente bollente)
  • facoltativo: un cucchiaino di miele (se lo tolleri e se non ti disturba la digestione)

Metodo

  1. Porta l’acqua a temperatura alta, poi lasciala riposare 30 secondi (così non è troppo aggressiva sulle componenti aromatiche).
  2. Metti le foglie in una tazza o in un infusore.
  3. Versa l’acqua e copri.
  4. Lascia in infusione 8-10 minuti, poi filtra.
  5. Bevi lentamente, come se stessi “abbassando il volume” alla giornata.

Quando berla (e come renderla un rituale efficace)

Il timing fa la differenza. Il consiglio più pratico è assumerla dopo cena, circa 30-60 minuti prima di coricarsi. Se invece il problema è l’accumulo di tensione durante il giorno, una tazza nel pomeriggio può prevenire quel picco serale che poi si paga a letto.

Una mini routine che funziona spesso:

  • luci più basse
  • schermo lontano almeno 20 minuti
  • tisana bevuta seduti, senza fretta
  • due o tre respiri profondi prima di infilarsi sotto le coperte

Benefici “indiretti” che fanno dormire meglio

C’è un aspetto che si sottovaluta: dormire male non è solo una questione mentale. La melissa è anche antispasmodica, antinfiammatoria e antiossidante, e può dare una mano quando a sabotare il sonno sono:

  • digestione pesante, nausea o senso di pienezza
  • crampi lievi o tensioni addominali
  • mal di testa da stress e stanchezza mentale

Quando il corpo è più comodo, la mente segue.

Alternative alla tisana (se vuoi un formato diverso)

A seconda delle abitudini, alcune persone preferiscono:

  • tintura madre: 30-40 gocce prima di dormire
  • estratto secco: 1 capsula da 1 a 3 volte al giorno (secondo indicazioni in etichetta)
  • olio essenziale: uso ambientale in diffusore, oppure una quantità minima e ben diluita (evitando improvvisazioni)

Attenzioni e buon senso

Se l’insonnia persiste per settimane, se ti svegli sempre esausto, o se assumi farmaci (in particolare sedativi o ansiolitici), è importante parlarne con un medico o un farmacista. La melissa è generalmente ben tollerata, ma la regola d’oro resta una: naturale non significa “da usare a caso”.

Se invece il tuo problema è soprattutto la mente che non si spegne, questa piccola tazza serale può diventare una svolta sorprendentemente concreta.

Redazione Tori Notizie

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