Come bere correttamente il caffè

C’è un momento, tra il primo profumo che sale dalla tazzina e il primo sorso, in cui il caffè decide che tipo di giornata avrai. E no, non è solo una questione di gusto. Bere il caffè “bene” significa anche rispettare il corpo, scegliere tempi intelligenti e adottare piccoli gesti che fanno la differenza, dal galateo italiano alla salute metabolica.

Il rito: come si beve davvero un caffè “all’italiana”

Sembra banale, ma il modo in cui lo bevi cambia l’esperienza, e spesso anche la quantità che finisci per consumare.

Ecco il galateo essenziale, quello che ti fa gustare con calma senza trasformare la pausa in una corsa:

  • Appoggia il piattino sul palmo della mano non dominante.
  • Con la mano dominante afferra l’ansa della tazzina con pollice e indice.
  • Siediti comodo, spalle rilassate, senza gomiti sul tavolo e senza piegarti in avanti come se stessi “inseguendo” il caffè.
  • Mescola con un movimento verticale, non circolare, e senza raschiare il fondo.
  • Riponi il cucchiaino sul piattino, a destra.
  • Bevi a piccoli sorsi, senza soffiare e senza rumori.

Sono dettagli, sì, ma ti costringono a rallentare. E quando rallenti, di solito bevi meno, senti di più, e non cerchi subito un’altra dose.

L’acqua prima del caffè: il trucco che cambia tutto

Se c’è un’abitudine che molti ignorano, è questa: un bicchiere di acqua naturale prima del caffè.

Non è solo tradizione. È un modo semplice per “azzerare” il palato e percepire meglio aroma e crema. In più, se sei già un po’ disidratato (tipico al mattino), l’acqua ti rimette in asse e ti evita quella sensazione di secchezza che spesso scambiamo per “ho bisogno di un altro caffè”.

Quale preparazione scegliere: gusto sì, ma anche colesterolo

Qui arriva la parte più concreta. Alcune preparazioni trattengono più sostanze come cafestol e kahweol, associate a un aumento del colesterolo LDL in certe condizioni.

Per questo, in ottica salute, è sensato preferire metodi più “puliti”:

  • Caffè filtrato (in senso ampio, includendo preparazioni che riducono i composti più pesanti)
  • espresso e sistemi porzionati (capsule o cialde) come scelta pratica e costante

E poi c’è il punto che molti sottovalutano: meglio amaro. Zucchero e sciroppi trasformano la pausa in un piccolo dessert, con possibili picchi glicemici e un effetto boomerang sulla fame.

Orari intelligenti: quando ti “aiuta” davvero

Il caffè non è solo caffeina, è anche sincronizzazione con i tuoi ritmi. Se lo prendi nel momento sbagliato, rischi di sprecarlo o peggiorare sonno e stress.

Gli orari spesso più favorevoli sono:

  • Mattina, indicativamente tra le 9:30 e le 11:30
  • Primo pomeriggio, tra le 14:00 e le 17:00

In serata, invece, è facile che interferisca con il sonno, anche se ti sembra di “dormire lo stesso”. E un sonno meno profondo, giorno dopo giorno, chiede pegno.

Quante tazzine: la soglia che vale per (quasi) tutti

Una regola prudente e realistica è questa: 3-4 tazzine al giorno. Per molti adulti sani, il limite generale resta intorno ai 400 mg di caffeina, che spesso corrispondono a circa 5 tazzine, ma salire oltre, tipo 7-8, diventa una zona in cui l’effetto può ribaltarsi (nervosismo, tachicardia, sonno peggiore).

Attenzione in caso di:

  • gastrite o reflusso
  • periodi post interventi (come chirurgia bariatrica)
  • ipersensibilità individuale

Piccole varianti “furbe” (senza stravolgere il gusto)

Se vuoi renderlo più interessante senza caricarlo di zuccheri, puoi provare:

  1. Cannella, per un tocco aromatico e un supporto alla gestione della glicemia.
  2. Menta, fresca e ricca di antiossidanti, utile quando senti la testa “pesante”.
  3. Infusione di caffè verde, più delicata, spesso scelta in contesti di depurazione (qui conta la qualità e la tolleranza personale).

Gli errori più comuni: quelli che ti fregano senza farsi notare

Due scivoloni classici:

  • A stomaco vuoto: può irritare e aumentare la risposta di stress (cortisolo), soprattutto se sei già teso.
  • Usarlo per compensare poco sonno o stress cronico: funziona per qualche ora, poi ti presenta il conto.

E ricorda: ognuno metabolizza la caffeina in modo diverso. C’è chi la smaltisce in fretta e chi la “porta in giro” più a lungo, un tema legato anche alla caffeina e alla genetica.

Il punto finale: bere caffè correttamente significa scegliere

Il modo più corretto di bere il caffè, alla fine, è quello che ti fa godere il rito senza rubarti energia dopo. Calma, acqua prima, poche tazzine ben piazzate, preparazioni semplici e amaro quando puoi. Così il caffè resta quello che dovrebbe essere: un alleato quotidiano, non una stampella.

Redazione Tori Notizie

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