Ti sarà capitato di leggere promesse tipo “interessi altissimi” e di pensare, anche solo per un secondo, “Ma davvero esiste un buono postale così?”. Anch’io, la prima volta, ho alzato un sopracciglio. Poi vai a vedere meglio e scopri che il “nuovo buono” non è un investimento, non c’entra il collezionismo e non fa maturare rendimenti. Quello di cui si parla davvero è il Bonus Cultura 2026, un credito da usare per libri, cinema e altre esperienze culturali, fino a 1.000 euro.
Il punto chiave: non è un buono fruttifero
Mettiamolo subito in chiaro: il Bonus Cultura 2026 non è un prodotto finanziario e non genera interessi. È una misura pubblica pensata per dare ai diciottenni un “portafoglio” digitale da spendere in beni e attività culturali.
Se ti aspettavi una formula magica per far crescere i risparmi, qui la magia è diversa: è quella di poter entrare in libreria, prenotare un concerto o un corso e pagare con un credito dedicato.
Bonus Cultura 2026: chi può ottenerlo (e quanto vale)
Il bonus si compone di due carte, cumulabili, da 500 euro ciascuna. Se rientri in entrambi i casi, arrivi a 1.000 euro totali.
1) Carta della Cultura Giovani (500 euro)
È pensata per chi compie 18 anni nel 2026. I requisiti principali sono:
- residenza in Italia
- ISEE familiare ≤ 35.000 euro
- ISEE aggiornato (fondamentale per non bloccarsi in fase di richiesta)
2) Carta del Merito (500 euro)
Qui il criterio non è economico, ma legato al risultato scolastico:
- diploma di maturità con 100/100 o 100 e lode
- conseguito entro i 19 anni
Se soddisfi sia ISEE sia voto, sommi le due carte e ottieni il massimo: 1.000 euro.
Cosa puoi comprare, e cosa no
Il credito va speso solo su ciò che rientra nella sfera culturale, quindi niente elettronica, abbigliamento o acquisti generici. L’idea è accompagnarti verso esperienze che aprono la testa e, spesso, anche un po’ il mondo.
Ecco gli utilizzi tipici:
- libri e ebook
- biglietti per cinema
- teatro e spettacoli dal vivo
- concerti
- ingressi a musei e mostre
- corsi formativi (in ambito culturale)
In pratica, è un invito a costruirti una piccola “biblioteca personale” o una stagione di eventi, scegliendo quello che ti somiglia. Se vuoi inquadrare meglio l’idea di spesa culturale, vale la pena ricordare cosa si intende per cultura, nel senso più ampio e quotidiano del termine.
Date da segnare: domanda e scadenza
Qui conviene essere precisi, perché il bonus ha finestre rigide.
- Richiesta: dal 31 gennaio al 30 giugno 2026
- tramite la piattaforma del Ministero della Cultura
- Spesa del credito: entro il 31 dicembre 2026
Un consiglio pratico, molto terra terra: non aspettare l’ultimo mese. Tra ISEE, accessi digitali e verifiche, il tempo vola.
Come fare domanda, senza inciampare
La procedura è online e, in genere, lineare. Ma ci sono due punti che fanno inciampare spesso:
- ISEE non aggiornato (per la Carta Giovani)
- dati personali non coerenti tra documenti e registrazioni
Per evitare giri a vuoto:
- prepara l’ISEE in anticipo
- controlla i dati anagrafici
- fai richiesta appena si apre la finestra, poi pianifica le spese con calma
Dal 2027 cambia tutto: arriva il Bonus Valore Cultura
Dal 2027 è previsto un passaggio a un nuovo schema, il Bonus Valore Cultura, con un’impostazione più universale: l’obiettivo è ridurre paletti come ISEE o voto minimo e legare l’accesso ai neodiplomati non bocciati, usando la Carta Giovani Nazionale.
Dettagli importanti già annunciati:
- dotazione indicativa: 180 milioni di euro
- usi simili, quindi teatro, libri, musica, corsi
- decreto attuativo entro 30 novembre 2026
- erogazione a partire dal 2027
La conclusione che “scioglie” il titolo
Quindi no, non esiste un “nuovo buono postale con interesse altissimi” collegato a affari o collezionismo. Esiste però qualcosa di concreto e molto utile: un bonus educativo fino a 1.000 euro per fare cultura sul serio. Il trucco, semmai, è non farsi ipnotizzare dalla parola “interessi” e verificare sempre sul sito del Ministero della Cultura: qui non si guadagna in percentuali, si guadagna in possibilità.




